

175. Guatemala: CIA e United Fruit contro il presidente.

Da: D. Pompejano, Storia e conflitti del centroamerica, Giunti,
Firenze, 1991.

Una economia fondata su un unico prodotto, le banane, e
controllata dalla compagnia multinazionale statunitense United
Fruit Company; un continuo succedersi di colpi di stato militari e
di interventi diretti e indiretti degli Stati Uniti; una lunga e
sanguinosa guerra civile, che ha provocato centinaia di migliaia
di vittime: questi aspetti, che hanno caratterizzato la storia del
Guatemala dagli inizi del Novecento ai giorni nostri, fanno dello
stato centroamericano un drammatico esempio della tragica
situazione di dipendenza economica e politica di gran parte dei
paesi latinoamericani. Emblematiche sono le vicende, ricordate nel
seguente passo dallo storico Daniele Pompejano, che portarono alla
caduta del presidente guatemalteco Jacobo Arbenz Guzmn. Eletto a
suffragio universale nel 1951, egli aveva avviato una politica
economica tendente a ridurre il potere delle multinazionali
nordamericane; i primi provvedimenti adottati in tal senso nel
1953 gli procurarono l'immediata accusa di comunismo da parte
dell'amministrazione statunitense e, a distanza di poco pi di un
anno, venne deposto da un esercito mercenario radunato nei
confinanti Nicaragua e Honduras, finanziato e addestrato dalla
CIA.


Intorno al nodo della presenza dei grandi monopoli statunitensi si
 giocata tutta la partita in Guatemala fra il 1952 e il 1954. Il
tentativo di ridurre lo strapotere di queste grandi concentrazioni
innesc una reazione distruttiva per l'esperimento democratico
guatemalteco: l'Amministrazione nordamericana mise alla prova la
politica di roll back [strategia di politica estera che aveva come
obiettivo l'arretramento del comunismo], costruendo e ingigantendo
il pericolo della sovversione comunista in tutto il subcontinente
e utilizzando i servizi segreti, la CIA, per la promozione e la
messa in atto di un piano che avrebbe prodotto l'eversione del
potere legittimo.
Il programma enunciato dal neopresidente Arbenz [Jacobo Arbenz
Guzmn, eletto presidente del Guatemala nel 1951] all'atto del suo
insediamento era articolato su tre obiettivi di fondo:
l'indipendenza economica del paese, il pieno dispiegamento delle
potenzialit dello sviluppo capitalistico e il miglioramento dei
livelli di vita popolari.
Il tentativo di ridurre lo strapotere delle grandi concentrazioni
statunitensi innesc una reazione distruttiva per l'esperimento
democratico guatemalteco. Tre erano i principali monopoli
nordamericani che operavano in Guatemala: la Bond & Share che
operava nel settore energetico, presente sin dall'inizio del
secolo, l'IRCA [International Railways of Central America] che
gestiva la rete ferroviaria, dopo avere rilevato il servizio della
compagnia nazionale nel 1923, e in seguito si inser la UFCO
[United Fruit Company], con l'acquisto del 42% del pacchetto
azionario dell'IRCA. [...].
Nel complesso la presenza dei monopoli costituisce, in tutti i
settori produttivi, un ostacolo insormontabile per lo sviluppo
economico. Con in pi il danno costituito dalla quasi assoluta
franchigia fiscale garantita alle operazioni delle corporation dai
governi guatemaltechi. In breve, una perdita netta e crescente, a
cui Arbenz cerc di ovviare attaccando lo strapotere dei monopoli
su due terreni. Su quello della costituzione di imprese che
entrassero in concorrenza e che realizzassero dei servizi
alternativi. Ma il terreno decisivo era costituito dalla questione
fondiaria e dalla connessa urgenza di grandi opere pubbliche.
Il vero nodo cruciale dell'esperienza di Arbenz fu il disegno di
intaccare la concentrazione del possesso fondiario: il 2% dei
grandi latifondisti controllava ben il 72% della superficie
produttiva.
Il progetto di riforma agraria fu messo a punto con un'iniziativa
essenzialmente pilotata dall'alto e dal presidente stesso, in
accordo e collaborazione con un comitato cui partecipavano anche
membri del partito comunista guatemalteco (PGT) e membri della
Confederacin National Campesina de Guatemala (CNCG). L'annuncio
del provvedimento scaten il panico nell'AGA, cio
nell'associazione dei grandi proprietari, e fece gridare al
comunismo da parte di rappresentanti diplomatici nordamericani.
Ma la cosa senz'altro pi stupefacente fu la forse non tanto
singolare coincidenza per la quale alcuni degli uomini chiave
dello staff del presidente Eisenhower avevano avuto, nel passato
recente, strettissimi rapporti con la UFCO. Il segretario di stato
Foster Dulles era stato membro dello studio legale Sullivan &
Cromwell che, per conto della banca Schroeder, aveva trattato nel
1936 l'acquisto del pacchetto di maggioranza dell'IRCA (cio la
gi citata compagnia che aveva assorbito e gestiva le ferrovie
guatemalteche) da parte della UFCO. Il fratello Allan Dulles, a
capo della CIA, aveva lavorato nello stesso studio. E la
Schroeder, cio la banca che assisteva finanziariamente l'IRCA,
sarebbe stata la depositaria dei fondi neri della CIA per le
operazioni sovversive in Guatemala. [...] L'esecuzione materiale
del piano di sovversione venne affidata a un gruppo di esuli
guatemaltechi, guidati dal colonnello Castillo Armas che aveva il
suo quartier generale a Tegucigalpa in Honduras.
La risposta non si fece attendere. Il contenzioso tra la UFCO e
l'Amministrazione Arbenz super i limiti di tipo fiscale e
finanziario per assumere gli aspetti di una vera e propria contesa
di ordine politico-ideologico. La UFCO mise in moto una
formidabile macchina di propaganda all'interno degli Stati Uniti,
servendosi dei pi grossi esperti in materia, di giornalisti
legati agli ambienti liberali, ma anche di una struttura, la
Clements Association che, oltre a governare sapientemente e a
pilotare l'opinione pubblica statunitense, godeva di stretti
legami con la CIA.
Dinanzi al precipitare degli eventi, con l'invasione alle porte,
con frequenti incursioni aeree sulla capitale guatemalteca e con
il bombardamento di porti e installazioni militari e civili ad
opera di aerei guidati da piloti dalla CIA, il ministro degli
Esteri del Guatemala Torriello invest il Consiglio di sicurezza
ONU della questione guatemalteca. Cabot Lodge blocc la
discussione avanzando la tesi che la questione era di natura
regionale e che pertanto andava discussa al livello
dell'Organizzazione degli Stati Americani. Ci non si realizz per
le dimissioni offerte da Arbenz nella convinzione che il
colonnello Daz, a cui aveva passato il potere, avrebbe rispettato
le conquiste della rivoluzione.
